Quanti metri quadrati servono per una SPA in hotel? Scopri come dimensionare l’area wellness in base agli ospiti, al target, alla stagionalità e al modello di business.
“Abbiamo 40 camere. Quanto deve essere grande la SPA? Oppure: “Abbiamo 300 mq disponibili. Possiamo realizzare una SPA completa?”
Sono domande che sembrano semplici, ma la risposta non lo è affatto. Non esiste una proporzione automatica tra il numero di camere di un hotel e le dimensioni della sua SPA: una SPA di 150 mq può essere perfetta per una struttura e inadatta per un’altra.
Questo non significa che il numero di camere o i metri quadrati disponibili non siano importanti. Significa che sono solo alcune delle variabili da considerare. La dimensione corretta nasce infatti dall’incontro tra clientela, posizionamento, stagionalità, modello di business, modalità di fruizione degli spazi e gli obiettivi dell’investimento. Ed è proprio da qui che dovrebbe partire il progetto.
La domanda chiave non è “quanto deve essere grande?”, ma “come dovrà funzionare la SPA all’interno dell’hotel?”
Quando si parla di dimensionamento di una SPA, è naturale cercare una formula: un certo numero di metri quadrati per camera, una superficie per ospite, una proporzione standard tra l’area wellness e la capacità ricettiva. Questi parametri possono essere utili come riferimento, ma non bastano a determinare il progetto, perché due hotel con lo stesso numero di camere possono avere esigenze completamente diverse.
Sanae sa dimensionare una SPA perché sa leggere il modello dell’hotel
Nessuno conosce i propri clienti meglio di un albergatore. È proprio questa conoscenza che rappresenta uno dei punti di partenza più importanti per progettare correttamente un’area wellness. Prima ancora di parlare di metri quadrati, è necessario mettere a fuoco alcune domande:
- Chi è il cliente tipo?
- Come cambia la clientela nel corso dell’anno?
- Quali target convivono nella struttura?
- Quanto durano mediamente i soggiorni?
- Come vive l’ospite l’esperienza in hotel?
- Quante persone potrebbero utilizzare contemporaneamente la SPA?
- Quali sono le aspettative del cliente in termini di wellness?
- Quanto è importante la SPA nella scelta dell’hotel?
- Il wellness è un servizio complementare o rappresenta uno dei motivi principali per scegliere quella struttura?
Solo mettendo in relazione queste risposte si ottiene un dimensionamento realmente coerente. È questo il punto di vista di Sanae: non dimensionare una SPA in astratto, ma per lo specifico hotel.
Se vuoi approfondire questo approccio, abbiamo dedicato un articolo proprio alla fase che viene ancora prima del dimensionamento: “Prima della sauna viene la strategia: come progettare una SPA che crei davvero valore per il tuo hotel” QUI
Clientela e stagionalità cambiano il progetto
Pensiamo, per esempio, a un hotel di montagna. Può avere una clientela estremamente eterogenea: famiglie, coppie, gruppi di amici, ospiti italiani e internazionali. E questi target possono avere esigenze completamente diverse. Se, per esempio, la maggior parte della clientela fosse costituita da famiglie, potrebbe avere senso destinare più spazio a un’area pool & wellness orientata alla condivisione e affiancarla a una piccola Private SPA adults only, pensata per le coppie che desiderano vivere il benessere in maggiore intimità.
Se invece una quota molto importante della clientela fosse mitteleuropea o nordeuropea, la cultura della sauna potrebbe assumere un ruolo molto più rilevante nel progetto, rendendo interessante una specifica area saune adults only.
E ancora: una struttura particolarmente isolata, in cui il wellness rappresenta uno dei principali motivi per raggiungere la destinazione, potrebbe avere bisogno di una SPA in grado di accogliere contemporaneamente un elevato numero di ospiti. Un hotel in una città d’arte potrebbe invece utilizzare il wellness soprattutto come servizio distintivo, senza doverlo dimensionare per l’intera clientela.
La dimensione della SPA, quindi, non dovrebbe dipendere dalla dimensione dell’hotel. Dovrebbe essere una conseguenza del ruolo che il wellness riveste all’interno dell’hotel.
Ed è qui che inizia il metodo Sanae: ogni metro quadrato deve avere una funzione
Negli anni, Sanae ha progettato e realizzato tipologie di SPA molto diverse: dalle piccole Private SPA, caratterizzate da un elevato grado di riservatezza, fino a grandi centri wellness aperti anche alla clientela esterna. In ogni caso, il punto di partenza è stato lo stesso: analizzare il modello di business e capire quale funzione dovesse avere ogni spazio. Perché ogni metro quadrato di una SPA ha un costo ben oltre quello della sua realizzazione. Ha un costo di:
- costruzione;
- climatizzazione;
- energia;
- pulizia;
- manutenzione;
- gestione;
- personale.
Non bisogna considerare solo gli spazi dedicati alle esperienze wellness: un progetto deve tenere conto anche dei percorsi, delle superfici di servizio, dei locali tecnici, dei vani impiantistici e delle aree necessarie alla gestione e alla manutenzione.
Progettare una SPA non significa riempire una superficie con attrezzature, ma far lavorare ogni metro quadrato in base all’esperienza e al modello di servizio. Non conta solo quanto spazio si ha, ma anche come lo si fa funzionare.
Due SPA con la stessa superficie possono offrire esperienze completamente diverse. Perché il progetto deve considerare anche come le persone si muovono nello spazio.
- Come si arriva alla SPA?
- Cosa incontra l’ospite entrando?
- Come si passa da un ambiente all’altro?
- Dove si trova l’area relax?
- Come vengono gestiti gli accessi?
- Come si muove il personale?
- E soprattutto: il percorso è intuitivo o l’ospite deve essere continuamente guidato?
Anche la modalità di accesso può cambiare il progetto. Una SPA aperta anche agli ospiti esterni, ad esempio, dovrà gestire flussi diversi rispetto a una SPA riservata esclusivamente agli ospiti dell’hotel. Una struttura che punta soprattutto sui trattamenti avrà esigenze ben diverse da quelle di una SPA pensata per essere vissuta prevalentemente in autonomia. Per questo il layout non è soltanto una questione estetica. È uno strumento per far funzionare il modello di servizio.
Progettare il percorso significa progettare l’esperienza
Una SPA non dovrebbe obbligare l’ospite a capire come utilizzarla. Il progetto può accompagnarlo. La disposizione degli ambienti, le loro relazioni reciproche e la sequenza delle esperienze possono infatti rendere la fruizione più naturale e intuitiva. Pensiamo, per esempio, alla relazione tra ambienti caldi, momenti di raffreddamento e aree di riposo. La posizione di una sauna rispetto a una doccia emozionale, a una cascata di ghiaccio o a un altro elemento di raffreddamento può contribuire a rendere il percorso più comprensibile. Allo stesso modo, la posizione e la varietà delle aree relax possono influenzare per quanto tempo e in che modo l’ospite vivrà la SPA.
Progettare un percorso wellness significa quindi anche progettare il modo in cui lo spazio verrà vissuto. E questo ci obbliga a tornare alla domanda iniziale: non basta sapere quanto spazio abbiamo. Bisogna sapere come vogliamo che funzioni lo spazio.
Gli spazi relax: spesso sono quelli che meritano più attenzione
È facile concentrarsi sulle attrezzature più visibili. Una sauna. Un bagno turco. Una piscina. Una doccia emozionale. Ma dove si ferma davvero l’ospite? Spesso, per molto più tempo, nelle aree dedicate al relax. Ed è proprio qui che Sanae riscontra uno degli errori di dimensionamento più frequenti: investire molto nelle cabine e nelle attrezzature, ma sottovalutare la capacità ricettiva delle aree relax. Non significa semplicemente inserire più lettini.
La progettazione contemporanea può muoversi nella direzione opposta: creare microambienti differenti, capaci di offrire modalità diverse di vivere la pausa. Una zona di lettura. Un relax intorno al fuoco. Una nicchia più raccolta. Lettini sospesi. Spazi tematizzati. L’obiettivo non è riempire una grande sala di lettini. È creare più occasioni per godersi il tempo di relax.
E le cabine trattamenti?
Anche qui il principio non cambia. Le cabine dedicate ai trattamenti estetici e di wellness sono spesso tra gli spazi più a rischio di sovradimensionamento. Non perché i trattamenti non siano importanti, ma perché la loro presenza debba essere coerente con il modello gestionale dell’hotel. Se la SPA non prevede un servizio strutturato di trattamenti, creare numerose cabine può significare dedicare spazio e investimento ad ambienti che rischiano di essere sottoutilizzati.
Al contrario, in una struttura in cui il trattamento rappresenta una componente importante dell’offerta wellness, sarà necessario progettare non soltanto le cabine, ma anche tutto ciò necessario per costruire attorno ad esse un’esperienza coerente. Ancora una volta, quindi, non esiste una quantità giusta in assoluto. Esiste quella giusta per quel modello di business.
Una SPA deve essere dimensionata anche per chi la gestisce
Una SPA non è utilizzata soltanto dagli ospiti. Ogni giorno viene pulita, controllata, mantenuta e gestita. E questo aspetto deve essere inserito nel progetto fin dall’inizio. Quante persone dovranno lavorarci? Quanto tempo richiederanno le operazioni di pulizia? Dove verranno stoccati i materiali e i prodotti? Come si accederà ai locali tecnici? Come verranno effettuate le manutenzioni? Sarà possibile intervenire sugli impianti senza interrompere completamente il servizio?
Sono domande meno “instagrammabili” di una bella sauna panoramica. Ma sono proprio queste domande a determinare, nel tempo, quanto sarà semplice e sostenibile gestire quella SPA. Per questo, negli hotel in cui il wellness è un servizio complementare e non il motivo principale della scelta della struttura, può essere interessante privilegiare spazi progettati per una fruizione autonoma, riducendo la necessità di personale dedicato.
Quando una SPA è troppo grande
Si parla spesso del rischio di progettare una SPA troppo piccola. Ma esiste anche il problema opposto. Una SPA sovradimensionata può rivelarsi un investimento inefficiente. Significa:
- investire più capitale;
- gestire più superfici;
- sostenere maggiori consumi;
- aumentare pulizie e manutenzione;
- rischiare di avere ambienti sottoutilizzati;
- Creare una percezione di vuoto.
Questo è uno degli errori che Sanae riscontra più spesso: progettare ambienti troppo grandi, anche quando il modello dell’hotel non può sostenerli nel tempo. Più grande non significa necessariamente più esclusivo, né più premium.
E quando, invece, è troppo piccola?
Naturalmente vale anche il contrario. Una SPA sottodimensionata può generare:
- sovraffollamento;
- perdita di privacy;
- attese;
- rumore;
- difficoltà nel fruire correttamente del percorso;
- maggiore usura delle attrezzature;
- Un’esperienza complessiva deludente rispetto alle aspettative.
Ecco che anche qui torna il principio iniziale: Sanae dimensiona la SPA leggendo il modello dell’hotel, non applicando una formula.
E la piscina? Quanto spazio serve davvero?
Per la piscina vale lo stesso principio. Le possibilità sono molte: dalle vasche relax agli idromassaggio, dalle vasche termali alle vasche saline, dalle piscine natatorie a quelle ludiche. Anche in questo caso, la scelta non dovrebbe partire dalla domanda: “Quanto spazio abbiamo?” Ma da: “Quale funzione deve svolgere questa piscina per questo hotel e per questi ospiti?”
Clientela, modello di business, stagionalità e contesto diventano quindi determinanti nella scelta della tipologia dello spazio d’acqua più adatta. E la scelta della piscina comporta una serie di variabili tecniche: metodo costruttivo, rivestimenti, dimensionamento degli impianti, sistema di riscaldamento dell’hotel, caratteristiche dell’edificio e condizioni ambientali. È anche per questo che non è realmente possibile stabilire un costo standard al metro quadrato per un progetto di piscina. La stessa superficie può avere costi molto differenti in funzione di:
- impianti;
- opere strutturali;
- finiture;
- tecnologie;
- personalizzazioni;
- livello di automazione;
- Condizioni dell’edificio esistente.
Nel mondo pool, inoltre, la componente energetica può assumere un peso particolarmente rilevante. Per questo, Sanae mette a disposizione un servizio di analisi energetica specifica per piscine (se ti interessa l’argomento, approfondisci QUI), che consente di valutare i consumi in condizioni operative reali, individuare eventuali inefficienze e considerare gli aspetti funzionali, strutturali, ambientali e climatici della struttura. Perché anche una piscina, per essere davvero progettata bene, deve essere non solo bella, ma anche funzionale al contesto in cui si inserisce.
La dimensione giusta è quella coerente con il modello dell’hotel
A questo punto possiamo tornare alla domanda iniziale. Quanto deve essere grande una SPA? La risposta è: dipende. Dipende da chi sono gli ospiti. Da come cambia la clientela nel corso dell’anno. Da quante persone si prevede che possa essere utilizzata contemporaneamente? Dal ruolo che il wellness avrà nel posizionamento dell’hotel. Dalla possibilità di accogliere clienti esterni. Dal modello gestionale. Dal personale disponibile. Dagli obiettivi economici dell’investimento. E, naturalmente, dagli spazi e dalle caratteristiche tecniche dell’edificio. È dall’intersezione di tutte queste variabili che nasce il dimensionamento corretto. È qui che il lavoro di progettazione diventa davvero consulenziale. Conoscere le SPA significa sapere quali ambienti si possono realizzare; conoscere il modello dell’hotel significa sapere quali ambienti valgono davvero la pena di realizzare. Questa è la differenza.
Vuoi capire quale dimensione può avere senso per la tua SPA?
Se stai valutando una nuova SPA, un ampliamento o la riqualificazione di un’area wellness esistente, il primo passo non è scegliere le attrezzature, ma capire quale progetto abbia davvero senso per il tuo hotel. Contattaci!
FAQ
Quanti metri quadrati servono per una SPA in hotel?
Non esiste una metratura standard valida per tutti. La dimensione dipende dal numero e dal tipo di ospiti, dalla presenza contemporanea prevista, dal posizionamento dell’hotel, dalla stagionalità, dal modello di business e dai servizi che si intendono offrire.
La dimensione della SPA dipende dal numero di camere?
Il numero di camere è una delle variabili da considerare, ma non è sufficiente a determinare le dimensioni dell’area wellness. È necessario capire quanti ospiti utilizzeranno effettivamente la SPA, in quali momenti e con quale modalità.
È meglio una SPA grande o una piccola?
Né l’una né l’altra in assoluto. Una SPA sovradimensionata può generare costi e spazi sottoutilizzati; una SPA sottodimensionata può compromettere il comfort, la privacy e la qualità dell’esperienza. L’obiettivo è individuare il dimensionamento coerente con il modello dell’hotel.
Quali sono gli spazi più spesso sottovalutati in una SPA?
Le aree relax sono spesso sottovalutate rispetto alle attrezzature wellness. È importante progettare una capacità di relax adeguata e, dove possibile, creare ambienti differenti che permettano agli ospiti di scegliere come vivere il proprio momento di pausa.
Quali spazi vengono più spesso sovradimensionati?
In alcuni progetti, le cabine dedicate ai trattamenti risultano sovradimensionate rispetto al modello di servizio effettivo. Anche in questo caso la scelta deve dipendere dal ruolo che i trattamenti avranno nel business della SPA.
È possibile stabilire il costo di una SPA in base ai metri quadrati?
Il costo al metro quadrato può essere un riferimento molto generico, ma non è sufficiente per stimare correttamente un progetto. Impianti, opere strutturali, finiture, tecnologie, personalizzazioni, automazione e condizioni dell’edificio possono incidere in modo significativo sull’investimento complessivo.
Come si dimensiona una piscina per un hotel?
La dimensione e la tipologia della piscina devono essere definite in relazione agli ospiti, al modello di business, alla stagionalità, al tipo di utilizzo previsto e alle caratteristiche tecniche ed energetiche della struttura.


